Progetto PASS — Punto Assistenza Sport e Sociale – Finanziato da MLPS · Avviso 2/2025

Organizzazione Cittadino Lavoratore dello sport cambia

Nuovo lavoro nello sport dal 1° luglio 2026? Hai 60 giorni per decidere cosa fare del tuo TFR

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato il modulo ufficiale TFR3. Ecco, in parole semplici, cosa cambia per chi viene assunto come dipendente da una società sportiva, una palestra o una piscina, e come i Punti PASS possono aiutarti a capire le opzioni.

Dal 1° luglio 2026 è in vigore una nuova regola sul trattamento di fine rapporto, il TFR: la somma che il datore di lavoro accantona ogni anno per il dipendente. Chi viene assunto con un contratto di lavoro subordinato dopo il 30 giugno 2026 deve decidere, entro 60 giorni dalla data di assunzione, se destinare il TFR a un fondo pensione oppure lasciarlo in azienda. Se non decide, la legge decide per lui.

Il modulo con cui si esprime questa scelta si chiama TFR3 ed è stato adottato in via definitiva con il decreto interministeriale del 4 settembre 2026, pubblicato l’8 settembre sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il datore di lavoro deve consegnarlo insieme a un’informativa che spiega quali contratti collettivi si applicano e a quale fondo pensione si viene iscritti in caso di silenzio.

A chi si applica

Il modulo riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato assunti dal 1° luglio 2026: nello sport, il personale amministrativo, i tecnici e gli istruttori assunti con contratto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato o part-time. Non riguarda chi collabora con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva, i lavoratori autonomi e i volontari: in questi casi il TFR non matura e non c’è nulla da scegliere. Sono esclusi anche il pubblico impiego e il lavoro domestico.

La domanda da cui partire: è la tua prima assunzione?

Sì, è il tuo primo contratto da dipendente. Compili la Sezione 1 del modulo. Puoi scegliere di versare il TFR al fondo pensione previsto dal contratto collettivo applicato dal tuo datore di lavoro; di versarlo a un altro fondo pensione scelto da te; oppure di non versarlo a nessun fondo e lasciarlo in azienda secondo l’articolo 2120 del codice civile. Se il tuo stipendio annuo lordo è inferiore all’assegno sociale puoi anche chiedere di non versare la quota di contributo a tuo carico. Se non fai nessuna scelta entro 60 giorni, il TFR e i contributi vanno automaticamente al fondo pensione previsto dal contratto collettivo.

No, hai già lavorato come dipendente. Conta la tua situazione precedente. Se non hai mai aderito a un fondo pensione con il TFR, non scatta nessun automatismo: il TFR resta in azienda e non devi compilare la Sezione 2. Se invece hai già un fondo pensione alimentato dal TFR, compili la Sezione 2 e hai 60 giorni per dire a quale fondo destinare il TFR del nuovo lavoro; se non scegli, opera l’adesione automatica.

Prima di firmare il modulo
  • Controlla di aver ricevuto dal datore di lavoro l’informativa scritta: è un tuo diritto e il modulo ti chiede di confermare di averla letta.
  • Chiedi quale contratto collettivo viene applicato e quale fondo pensione prevede.
  • Se hai già un fondo pensione, recupera i dati della tua posizione: ti serviranno per la Sezione 2.
  • Segna la data di assunzione: i 60 giorni partono da lì.
  • Conserva la copia del modulo firmato che il datore di lavoro deve consegnarti.
Lasciare il TFR in azienda o versarlo a un fondo pensione?

Non esiste una risposta valida per tutti. Il TFR lasciato in azienda si rivaluta per legge e viene liquidato alla fine del rapporto; versato a un fondo pensione, contribuisce a costruire una pensione integrativa, gode di un regime fiscale agevolato e, con l’adesione automatica, si somma al contributo del datore di lavoro. Pesano l’età, la durata prevista del rapporto, la presenza di altri risparmi e le regole del fondo previsto dal contratto. La scelta di non versare il TFR al fondo non è definitiva: si può cambiare idea in seguito, mentre il conferimento al fondo, una volta effettuato, non è reversibile.

Cosa può fare per te un Punto PASS

I Punti Assistenza Sport e Sociale sono sportelli gratuiti, ospitati dalle associazioni Confcommercio in tutta Italia, dedicati a chi lavora e opera nello sport e nel Terzo settore. Un operatore PASS ti aiuta a leggere l’informativa e il modulo TFR3, a capire in quale delle due sezioni ti trovi e quali opzioni hai davanti, e ti indirizza — se hai bisogno di approfondire — verso i servizi professionali qualificati della rete. Il servizio è di orientamento e informazione qualificata: la scelta resta tua.

Anche le società sportive e le associazioni che assumono dipendenti possono rivolgersi ai Punti PASS per orientarsi sui nuovi obblighi di informativa e sulla gestione del modulo. Trovi il Punto PASS più vicino e gli orari di apertura su ascpass.it.

Prossimi passi

Il decreto prevede che il modulo sia disponibile anche in versione digitale e che, da una data che il Ministero comunicherà, possa essere compilato online e inviato al datore di lavoro. Fino ad allora vale il modulo cartaceo. Aggiorneremo questa pagina appena la compilazione online sarà attiva.

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