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Soglie, cumulo dei compensi e autocertificazione
Le soglie del lavoro sportivo sono personali e si sommano su tutti i committenti. È la regola che genera più errori negli sportelli.
Orientamento, non consulenza. Solo il lavoratore conosce il totale dei compensi percepiti da tutti i committenti: l’ente eroga sulla base di quanto autocertificato.
Le tre fasce
| Compenso annuo complessivo | Contributi | Imposte |
|---|---|---|
| Fino a 5.000 € | Nessuno | Nessuna |
| Da 5.000 € a 15.000 € | Dovuti sull'eccedenza oltre 5.000 € | Nessuna |
| Oltre 15.000 € | Dovuti sull'eccedenza oltre 5.000 € | Dovute sull'eccedenza oltre 15.000 € |
Il cumulo
Le soglie di 5.000 € e 15.000 € sono personali e cumulative su tutti i rapporti sportivi del percettore, non per singolo committente. Un istruttore che lavora per tre società somma i compensi delle tre: se il totale supera i 5.000 €, i contributi sono dovuti anche se nessuna delle tre singolarmente ha raggiunto la soglia.
- Il criterio è quello di cassa: rileva il momento dell'incasso, non quello della prestazione.
- Dal 1° giugno 2024 anche i rimborsi forfettari erogati ai volontari sportivi concorrono al superamento delle due soglie, pur non concorrendo a formare reddito.
L'autocertificazione
A ogni pagamento di compensi sportivi o di rimborsi forfettari il percettore rilascia all’ente un’autocertificazione ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 445/2000, riferita a tutte le somme incassate a quel titolo da tutti i committenti. È il documento che protegge l’ente: senza, l’ente non ha modo di sapere se la franchigia è già stata consumata altrove.
Documenti collegati
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